Incentivo strutturale all'occupazione giovanile stabile

Incentivo strutturale all'occupazione giovanile stabile

Martedì 3 Aprile 2018 | 12:50

CIRCOLARE N. 13 DEL 28/03/2018

La recente circolare INPS n.40 del 2 Marzo 2018 ha determinato le condizioni per la fruizione del cosiddetto “Incentivo strutturale occupazione giovani”, destinato alle assunzioni o alle trasformazioni a tempo indeterminato di giovani che abbiano fino a 35 anni non compiuti all’atto dell’instaurazione, o della trasformazione, per il solo 2018, e 30 anni non compiuti a partire dal 2019.
 
A CHI È RIVOLTO?
  • soggetti che non hanno mai avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato; 
  • assunti entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio a seguito di un periodo di alternanza scuola-lavoro, di apprendistato duale o di alta formazione e ricerca svolti presso il medesimo datore di lavoro.
IN COSA CONSISTE?
  • Esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali complessivi a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite di 3.000 euro annui, riparametrati e applicati su base mensile (limite mensile pari a 250,00 euro). Qualora il rapporto di lavoro inizi o si interrompa nel corso del mese, il limite mensile va riparametrato “per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo”, pari a 8,06 euro giornalieri. 
  • un esonero contributivo triennale, nella misura del 100% dei contributi previdenziali e nel limite di 3.000 euro annui, per i datori di lavoro che assumono con contratto di lavoro a tempo indeterminato, che abbiano conseguito un titolo di studio, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, a seguito di un periodo di attività di alternanza scuola-lavoro, svolto presso lo stesso datore di lavoro. 
PORTABILITÀ
Se un lavoratore è stato assunto fruendo dell’incentivo in esame per un periodo di tempo inferiore ai 36 mesi, e successivamente sia assunto a tempo indeterminato da un nuovo datore di lavoro, quest’ultimo potrà fruire dell’incentivo per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data della nuova assunzione.
L’INPS sottolinea infine che il periodo di godimento dell’incentivo può essere sospeso esclusivamente in caso di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità.
 
ESCLUSIONI
L’incentivo in esame può essere fruito da tutti i datori di lavoro privati, e quindi non trova applicazione nella pubblica amministrazione e nel lavoro domestico.
L’incentivo non spetta ai datori di lavoro che nei sei mesi precedenti hanno effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero licenziamenti collettivi, ai sensi della Legge n. 223/1991, nella medesima unità produttiva nella quale sarebbe assunto il lavoratore. Il rispetto di tale requisito non è richiesto nelle ipotesi in cui si intenda fruire dell’esonero per il mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato. 
L’incentivo può essere riconosciuto anche nei casi di:
  • rapporti di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporti a tempo indeterminato, quindi interrotti durante l’apprendistato o al termine dello stesso; 
  • eventuali rapporti di lavoro intermittente o di lavoro domestico, anche se svolti a tempo indeterminato, in quanto tali casi sono esclusi dall’applicazione dell’incentivo;
  • lavoratori già assunti con un contratto a tempo indeterminato che prevede la fruizione dell’incentivo, licenziati o dimessisi prima del termine della fruizione dell’incentivo stesso. In questo caso, un altro datore di lavoro potrà comunque assumere il lavoratore, indipendentemente dall’età del lavoratore all’atto della nuova assunzione, e godere della fruizione dell’incentivo per il periodo rimanente non fruito in relazione alla prima assunzione;
  • eventuale svolgimento di attività di natura professionale autonoma e tutte le forme di lavoro subordinato diverse dal “tempo indeterminato”;
  • rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro ai sensi della Legge n. 142/2001;
  • assunzione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione.
L’INPS ha chiarito che l’incentivo è escluso:
  • se il lavoratore è cessato da un rapporto a tempo indeterminato durante il periodo di prova;
  • se il lavoratore ha avuto un precedente rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato all’estero;
  • se il lavoratore ha avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione;
  • per i lavoratori con qualifica di “dirigente”;
  • nel caso di assunzioni con contratto di apprendistato;
  • nel caso di contratto di lavoro domestico;
  • nel caso di contratto di lavoro intermittente;
  • nel caso di contratto di prestazione occasionale o “Libretto Famiglia”;
L’incentivo, oltre che in fase di assunzione, spetta anche in costanza del rapporto di lavoro, nei seguenti casi:
  • trasformazione, a decorrere dal 1° gennaio 2018, di un contratto a tempo determinato in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, nel rispetto del requisito anagrafico al momento della trasformazione;
  • prosecuzione a tempo indeterminato, successiva al 31 dicembre 2017, di un contratto di apprendistato, per un periodo massimo di 12 mesi decorrenti dal mese successivo a quello in cui termina l’applicazione dell’aliquota agevolata, a condizione del rispetto del requisito anagrafico al momento della prosecuzione del rapporto. 
Nel caso di mantenimento in servizio del lavoratore al termine dell’apprendistato, il datore di lavoro potrà fruire: 
  • dei benefici contributivi per un ulteriore anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato;
  • alla scadenza di tale periodo agevolato, nel rispetto del requisito anagrafico del lavoratore al momento del mantenimento in servizio (quindi al termine del periodo formativo e non degli ulteriori 12 mesi agevolati), dell’esonero nel limite massimo di 3.000 euro, per un periodo massimo di 12 mesi. 
L’incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile spetta anche qualora l’assunzione derivi da un obbligo di legge o di contratto preesistente, come ad esempio, il rispetto del diritto di precedenza, le assunzioni obbligatorie di lavoratori disabili, effettuate ai sensi dell’art. 3, della Legge n. 68/1999. L’incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile non spetta quando l’assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore è effettuata in violazione del diritto di precedenza. 
L’incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile è subordinato al rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori ed in particolare al rispetto: 
  • della regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro; 
  • del rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
 
COMPATIBILITÀ CON ALTRI INCENTIVI
 
L’incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile, non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previste dall’ordinamento. 
L’incentivo in esame risulta invece compatibile e cumulabile con gli incentivi di natura economica, tra i quali: 
  • l’incentivo all’assunzione di lavoratori disabili, previo rispetto del requisito dell’incremento occupazionale; 
  • l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASPI, subordinato al rispetto della normativa comunitaria sul “de minimis”. 
L’INPS si sofferma in seguito sulla compatibilità dell’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile rispetto agli incentivi cd. “Occupazione Mezzogiorno” e “Occupazione NEET”. 
In entrambi i casi, i citati decreti emanati dall’ANPAL prevedono la cumulabilità, per la parte residua, con l’incentivo strutturale all’assunzione giovanile stabile e fino al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite di 8.060 euro su base annua per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile. 
Ciò comporta che qualora un lavoratore possegga i requisiti per essere assunto sia in forza all’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile sia facendo ricorso agli incentivi “Occupazione Mezzogiorno” o “Occupazione NEET”, per lo stesso il datore potrà fruire: 
  • per i primi 12 mesi dall’assunzione, dell’incentivo “Occupazione Mezzogiorno” o “Occupazione NEET”, che comporta lo sgravio del 100% dei contributi previdenziali, ad esclusione di quelli dovuti all’INAIL, fino a un massimo di 8.060 euro annui;
  • dal 13° al 36° mese dall’assunzione (cioè per i 2 anni successivi), all’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, che comporta l’esonero del 50% dei contributi previdenziali, a esclusione di quelli dovuti all’INAIL, fino a un massimo di 3.000 euro annui.
 
ASSUNZIONE DA PARTE DI DATORE DI LAVORO CHE ABBIA IN ATTO SOSPENSIONI DELL’ATTIVITÀ PER CRISI O RIORGANIZZAZIONE
 
Quando l’assunzione è effettuata da un datore di lavoro interessato da sospensioni dal lavoro con interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga, l’incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile non spetta. Ai predetti fini, sono fatti salvi i casi in cui l’assunzione sia finalizzata all’acquisizione di professionalità diverse rispetto a quelle in possesso dei lavoratori interessati dai predetti provvedimenti. Il rispetto della presente condizione, inoltre, interessa esclusivamente le assunzioni riferite all’unità produttiva coinvolta dai sopra citati interventi di integrazione salariale.
 
SOMMINISTRAZIONE
In caso di ricorso al contratto di somministrazione, è previsto che i benefici economici e la valutazione del rispetto dei requisiti eventualmente connessi all’assunzione siano trasferiti all’utilizzatore. Pertanto, nel caso di assunzione mediante contratto di somministrazione di un lavoratore che dà diritto alla fruizione dell’incentivo in parola, questo spetta all’azienda utilizzatrice, e non all’Agenzia per il lavoro.
 
REVOCA DELL’INCENTIVO
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto con l’esonero, ovvero di un altro lavoratore nella stessa unità produttiva nella quale è assunto il lavoratore per il quale si fruisce dell’esonero, entro i 6 mesi dall’assunzione del lavoratore con incentivo, comporta la perdita del beneficio e il recupero di quanto già fruito. 
Ai fini del computo del periodo residuo utile alla fruizione dell’esonero, la predetta revoca non ha effetti nei confronti degli altri datori di lavoro privati che assumono il lavoratore. Pertanto, anche qualora l’incentivo venga revocato, il precedente periodo di fruizione deve comunque essere computato per il calcolo del periodo residuo spettante in relazione alla nuova assunzione.
 
CONCLUSIONI
Data la compresenza e la concomitanza di diversi fattori per determinare la corretta e genuina fruizione dell’incentivo, nonché la necessità di una puntuale analisi del percorso lavorativo del giovane da assumere (solo in parte determinabile dal controllo mediante l’apposita utility predisposta dall’INPS), lo Studio Amarelli & Partners è disponibile ad analisi puntuali dei singoli casi e a ulteriori spiegazioni e chiarimenti.
 
AMARELLI & PARTNERS – QUINZAN
 

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